Coppa Valerio de Galea

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Coppa Valerio

 

Vasco Valerio morì su un campo da tennis, colpito da infarto, in un giorno di maggio del 1969 giocando con Andreina Sciaudone, e proprio a Verona, sua città natale, ebbe luogo la prima edizione della Coppa che porla il suo nome, presso l’A.T. Verona nell’agosto del 1970.
Classe 1909. Ottimo tennista, vincitore dei Campionati Italiani di secondacategoria nel 1935 e numero uno delle classifiche nazionali cadettenel ’36, Valerio dovette la sua notorietà soprattutto al ruolo di capitanonon-giocatore della squadra di Coppa Davis, ricoperto dal 1965 al 1968. Purtroppo i suoi trascorsi come capitano di Davis non furono moltofortunati: era un periodo difficile e di transizione, tra il declino dicampioni quali Pietrangeli, Sirola, Gardini e Merlo, e la costruzione di una squadra che ruotava attorno a giovani non ancora completamente maturi come Maioli, Crotta, Castigliano, Di Maso e Di Matteo.
Se la prima edizione scaligera del ’70 vide l’Italia del giovane Corrado Barazzut arrivare al terzo posto, I’anno seguente le sponde del Lago Maggiore avrebbero laureato vincitrice della Coppa la nostra compagine presso Lesa, che sarebbe rimasta sede di altre 22 finalissime.
Saranno ben scelte in tutto i titoli che l’Italia si aggiudicherà dal 1970 ad oggi; ultima vittoria: 1986; da allora lo scenario del tennis giovanile europeo ha subito lo strapotere di due forti “scuole” nazionali: la Svezia dei “nipotini” di Borg e la Spagna degli emergenti “clan” catalani dei Sanchez e dei Bruguera. In questo dinamico e variegato contesto agonistico. i campi del tennis Club Venezia furono, sin dai primi anni ’70. Sede della semifinale zonale della Coppa, ospitando ” il girone che se lesionava i team diretti poi alla finale presso il Lago Maggiore.
L’avvocato Tiziano Calore, allora presidente del T.C. Venezia, oggi Presidente onorario del Circolo lagunare, così ricorda: “…negli anni ’50 si riuscì ad organizzare le famose “Targhe Volpi” finché, lo sponsor, il Comune di Venezia, dette il suo patrocinio. Cambiata la Giunta il Comune ritirò il suo contributo allo “sport dei signori”…Si dovette allora cercare una manifestazione internazionale di ricambio, ma di maggior impegno e riuscimmo a farci assegnare dalla F.I.T. la semifinale italiana di Coppa Valerio.”
Quindi, nelle sue molte edizioni, il palcoscenico delle strutture dell’Excelsior mise in scena gli esordi internazionali di giocatori del calibro di Lendl, Gunthard, Noah, Mansdorf, Tulasne e di italiani come Oleppo, Rinaldini, Cancellotti, Camporese e così via.
Preda forse di una certa “stanchezza” di fronte alle crescenti complessità organizzative e distratto anche da altri importanti avvenimenti (vedi il torneo del Grand Prix), il T.C. Venezia passò il testimone e abbandonò con discrezione l’appuntamento con la Coppa Valerio, disponendosi “sonnolento” a contemplare i passati allori.
Per una decina d’anni i giocatori Under 18 più famosi d’Europa non sbarcarono più sull’ex isola d’oro ed il ricordo di quei “tre-giorni” di bel tennis sarebbe stato rivissuto soltanto in occasione delle apparizioni televisive del campione cecoslovacco Ivan Lendl, che verso la fine degli anni ’80 calcava i rettangoli di gioco più prestigiosi del mondo, inducendo qualche ingrassato socio del club a rammentare: “…te lo ricordi sul campo due …caspita, com’era mingherlino…guardalo lì adesso, tutto muscoli e potenza!”
Forse questa prima metà degli anni ’90 ha riportato una ventata di dinamismo nel tessuto sociale del T.C. Venezia: sta di fatto che nel ’93 con la semifinale  della Coppa Jean Borota, riservata ai team Under 16, e nel da poco trascorso 1994 con il 25mo anniversario della Coppa Valerio, il Circolo del Lungomare sembra aver voluto riguadagnare le sue passate posizioni di organismo sportivo vitale e proteso verso realtà agonistiche esterne, per nulla frenato dai limiti logistici dell’insularità.
La Coppa Valerio è tornata, ma non solo, d’ora in poi il girone veneziano sarà quello della finalissima: il club licenze ha scalzato la concorrenza e Circoli blasonati, riaffermando il valore della sua vicinanza alla Venezia dell’arte e della cultura, ma soprattutto alla città punto d’incontro e di scambio nevralgico in una realtà, quella europea, che sta allargando sempre più i suoi confini alle vaste terre dell’Est.

Articolo Girardello